20090402

Valeria

Estate 1987. Non ero ancora maggiorenne e lei invece sì, ma da poco. Ci conoscemmo in spiaggia, quando ancora i miei prendevano a fitto la "casa al mare" per un intero mese, spesso nello stesso posto dell'anno prima, spesso dove c'era già un gruppo di famiglie note, magari perché residenti nei luoghi di provenienza dei miei. Una cosa che sembra complicata, ma è a dir poco banale.
I suoi (di Valeria), a differenza dei miei, la casa lì ce l'avevano di proprietà. Lei era una che aveva molto successo, anche con ragazzi molto più grandi di me, tra l'altro già automuniti, diciamo così per dare l'idea delle maggiori opportunità che le offrivano. Addirittura, al sabato, ce n'era uno che durante la settimana lavorava e che arrivava apposta per lei dalla loro comune città, facendosi 2-3oo chilometri ogni volta, solo con la speranza di unirsi al gruppo, alla comitiva si diceva allora, della Valeria balneare. Un corteggiatore di quelli seri, che magari sognava chissà cosa. Oh, ma sto parlando di lui o di lei?
Fatto sta che 'sta Valeria era uno schianto, ma a me piaceva soprattutto per alcune sue doti non così evidenti. Mi faceva ridere, per esempio. Cosa rara nelle donne, che imparano presto a ridere, per corteggiare, più che a far ridere. O a piangere, per acquisire attenzione, più che a far piangere (quest'ultimo lo definirei copyright maschile, se non ci fosse qualche eccezione...).
E io? Io le piacevo? Mah. Col senno di poi direi non tanto. Un po'. Giusto quel tantinello che bastò per assaporare insieme il fascino della spiaggia di sera, rallentando il passo e poi deviando dalla canonica, affollata, autorizzata passeggiata sul lungomare del dopo cena. Con l'occhio all'orologio per non far più tardi delle sue amiche, che avevano la "ritirata" alla sua stessa ora, e con le quali i suoi gradivano vederla rientrare. Finì l'estate e finì con lei tutto quel poco che c'era stato.

Estate 1988. Ci rivedemmo. Il colmo dei colmi era quando uscivamo insieme nella mia Renault 4 (ero anch'io diventato automunito). Davanti, al mio fianco, c'era Maria Comasia. Dietro, al suo fianco, c'era Sergio, il fratello di Maria Comasia. Ma questa è un'altra storia (vera).

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