20090115

Vincoli e croci

Nello studio del cinematismo di un corpo su di un piano, il vincolo che mi piace di più è il cosiddetto pattino. Il pattino blocca le rotazioni e consente movimenti solo lungo una direzione, in entrambi i versi. Imporre un pattino è un po' come quando stai per fare scacco matto con la Regina e la Torre e cominci l'operazione vincolando il Re avversario a muoversi solo lungo una fila di posizioni, orizzontale o verticale che sia.
Immaginando di voler conoscere un territorio nuovo, di cui si ha una piantina ancora troppo sommaria, credo che l'esplorazione possa avvenire abbastanza (che non significa molto) in sicurezza utilizzando il pattino. Si andrà avanti e indietro, varie volte. Poi, quando si è verso il centro del territorio, lo si inclinerà di 90°, in modo che sia consentito solo il movimento lungo l'ortogonale alla direzione già investigata, definendo una croce. E poi un'altra coppia di direzioni, a formare un'altra croce. E così via.
Alla fine si sarà potuto esplorare tutto il territorio, ma senza confondersi con le rotazioni, che a volte verrebbero istintive, e con bruschi cambi di direzione preventivamente non ponderati. Tutto in sicurezza, abbastanza.

5 commenti:

Allure ha detto...

Qui ci vuole il prof Eppes. In questi giorni ho guardato qualche sua puntata (Lo sapevi che lo danno spesso durante il giorno?) In un caso, brillantemente risolto, lui ha ipotizzato un movimento a spirale, e ha incastrato il colpevole. Mi spiace, ma nn ti ci vedo troppo coi pattini. Magari con quelli in linea sì, con altri no. Sei troppo eppetico. ciao

miti ha detto...

punto uno: tu devi piantarla di confondermi con questi titoli. che io ho guardato distratta e mi smebrava quello di ieri e ho pensato: "ohibò c'è ancora solo im mio commento". E invece così non è. dunque.

punto due: io sui movimenti a spirale non e che ci capisca molto,a parte la famosa metafora della scala achiocciola.


Punto tre: sui pattini dovrei farti parlare con Elena. Lei ieri mi spiegava la questione di come si può fare il "passo incrocio" in velocità. il piede sinistro non deve andare davanti al destro, si tratta cioè non di un passo, ma di uno scivolamento inclinato al quale deve poi corrispondere un coltraccolpo della caviglia che raddrizza, così che la curva si prenda velocemente raddrizziando però la traiettoria alla bisogna.

forse c'è anche una formula per questo, ma io non la so.

baci

miti ha detto...

e poi ho anche sbaglia. che qui i br danno degli a capo molto grossi. mica come sul sito dove lavoro io

sblogged ha detto...

Eppes, bravo lui. Ma poi si è fidanzato con la ricercatrice sua ex allieva? Un po' di gossip mi è sempre piaciuto. Certo che so' strano, eh. Anche leggermente eppetico, ma lui è un mito ed io solo Vito. Tié! Ti ho fatto pure la rima!

sblogged ha detto...

I miei titoli sono fuorvianti-depistanti, vero, ma è tutto calcolato, tranquilla. Le spirali non le ho mai capite manco io, a dire il vero. E' Eppes l'esperto, come già scritto sopra. Mi sa che se parlo con Elena mi convince ad incrociare coi roller ed è la volta che mi schianto, meglio evitare. B(aci) A T(e).