20090114

Svincoli e incroci

Non era ancora molto pratico della nuova città e gli succedeva spesso, tornando a casa, di perdersi con la sua mastodontica autovettura. Le difficoltà erano minori quando sceglieva percorsi più esterni alla metropoli e si trattava in fondo solo di non saltare lo svincolo giusto per quella smania che lo aveva da sempre contraddistinto di voler provare nuove strade, che magari attraversavano anche solo quartieri adiacenti al suo, ma pur sempre nuove.
Lo svincolo, anche quello sbagliato, dà sempre la possibilità di immaginarsi su una direttrice che punta al centro. Lo si sperimenta con maggiore serenità, e questo John lo sapeva bene. Lo svincolo consente al massimo il rimorso e, ne era sicuro, con i rimorsi si vive comunque abbastanza bene, in fondo.
La vera confusione arrivava quelle volte che, tornando dall'aeroporto, John decideva di attraversare tutta la periferia di New Time, puntando sempre verso il centro, ma da molto più lontano. In questi tentativi il problema era determinato da una serie notevole di incroci che gli si presentavano davanti ogni due o trecento metri. L'incrocio non è come lo svincolo. Appena abbandonato può produrre rimpianto, e ne arriva già un altro che produrrà altre esitazioni, e poi di nuovo rimpianto. Le strade non percorse diventano tantissime in pochi chilometri e, se la meta non comincia ad essere visibile almeno nelle indicazioni, vien voglia di spegnere il motore.
Pur consapevole di questi problemi, John continuava a provare spesso il rientro senza usare pecorsi tangenziali, sopraelevate, gallerie. In fondo era sempre stato agli incroci che aveva potuto guardare negli occhi gli altri.

6 commenti:

miti ha detto...

già il fatto che questa città si chiami New Time mi dà da pensare. uhm.. gli incroci impongono scelte, gli svincoli invitano a divagare. e poi semanticamente sono sempre s.vincoli. senza vincoli. però all'incrocio ci si ferma. allo svincolo forse no.

sblogged ha detto...

No, agli svincoli è davvero pericoloso fermarsi. Concordo.

Allure ha detto...

Non ho ben chiaro cosa sia lo svincolo, un po' meglio lo s-vincolo. Una volta avevo un ragazzo che si chiamava Vincolo di cognome e Lorenzo di nome. A me piaceva chiamarlo Lawrence Bond, ma temo che questo nn c'entri niente col tuo post. Buona notte, a domani

sblogged ha detto...

Lo svincolo è quella rampa di uscita che consente il passaggio, spesso vincendo un dislivello, dalla carreggiata di un'autostrada o di una tangenziale fino alla viabilità ordinaria. Lo so come succede. Uno legge e gli vengono in mente cose, persone. Bello Bond, Lawrence Bond!

Allure ha detto...

Grazie della spiegazione. Per una buona parte del post sembra che tu stia descrivendo l'atteggiamento stradale di T. Per Natale gli abbiamo regalato un gps, di buona qualità, perché nn finisca in un fosso, e facile da usare. L'ha usato finora una sola volta, assieme a J2, e poi basta. Preferisce sperimentare sul campo. Gli piace troppo guardare le persone negli occhi e notare particolari che a me sfuggono, io nn m'accorgo neanche che ci siano delle persone. Differisce da John, però, in quel 'vien voglia di spegnere il motore'. Non, non è da lui e nn credo nemmeno da John .... al massimo si mette a lato della strada, in stand by, per consultare la vecchia cara cartina. Le strade nn percorse forse portano a dei rimpianti, rimorsi non direi. Ma rappresentano senz'altro una sfida. Penso ai sentieri di montagna. Ogni volta che devo scegliere (e qui è d'obbligo quella poesia di Robert Frost 'Two roads diverged in a yellow wood, and sorry I could not travel both, but being one traveler .... sono sicura che la cercherai e te la potrai leggere, ne vale la pena) mi rimane la curiosità di vedere sove portava l'altro non percorso. Coi sentieri è facile tornare il giorno dopo, ma nn sempre è possibile avere una seconda possibilità di scelta e rimane un po' di rimpianto. Ma spegnere il motore, mai, finché le gambe ci portano. Di nuovo ho divagato. Lawrence Bond era proprio carino, veramente. E poi era di Montefiascone. ciao PS Ora vado a spargere un po' di commenti in giro nei post precedenti.

sblogged ha detto...

Se John spegne il motore è solo perché ha capito che è meglio continuare a piedi, niente a che fare con il concetto di rinuncia, figurati. Come tu scrivi dopo, del resto. Proseguo a ritroso con le risposte, mi sa che finisco alle 7. Vediamo!