20090116

Charles Taylor

"Per lungo tempo, la sociologia ha considerato la secolarizzazione come un processo inevitabile. Alcune caratteristiche della modernità, lo sviluppo economico, l'urbanizzazione, la mobilità in continuo aumento, il più alto livello culturale, erano viste come fattori che avrebbero provocato un inevitabile declino della credenza e della pratica religiosa. Era la famosa tesi della secolarizzazione e per lungo tempo ha dominato il pensiero nelle scienze sociali e negli studi storici. Questa convinzine è stata scossa da recenti avvenimenti. La religione ha reagito alla modernizzazione, ha risposto alla sfida dimostrando la propria vitalità".

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"E' ora di conoscere a fondo questa dinamica, i benefici e i danni che comporta, vedere chiaro in un mondo che la vecchia teoria della secolarizzazione nasconde ancora alla vista. L'incapacità di scorgere la dimensione spirituale della vita umana ci rende incapaci di esplorare temi vitali. Ora si tratta di riportare la spiritualità al centro e in domini aperti in cui sono possibili scoperte decisive.
Nel mondo secolarizzato è accaduto che la gente dimenticasse le risposte alle principali domande sulla vita. Ma il peggio è che sono state dimenticate anche le domande. Gli esseri umani, che lo ammettano o no, vivono in uno spazio dominato da domande profonde".

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"Una delle regole principali del sapere umano è tirare fuori quelle risposte inarticolate che la gente fa proprie nella vita. Perciò abbiamo bisogno di una nuova conoscenza della ragione. Non si tratta semplicemente di muoversi con procedimento deduttivo attraverso un argomento; bisogna anche saper portare in superficie quei valori vissuti profondamente dalla gente, cioè articolarli, dar loro voce".

4 commenti:

miti ha detto...

Nel mondo secolarizzato è accaduto che la gente dimenticasse le risposte alle principali domande sulla vita. Ma il peggio è che sono state dimenticate anche le domande.

bello questo passaggio. che poi mi ricorda tanto quella frase che apre il mio blog e che io ho chiesto in prestito a scalzylla.
perchè il punto è cercare di non permettere al proprio esteriore di dimenticare il proprio interiore o di nasconderlo. credo.
e dimenticarsi le domande è il primo passo per non sapere nemmeno piùle risposte.

Allure ha detto...

Quanto a 'Ora si tratta di riportare la spiritualità al centro'......
Ti parlo spesso del mio piccolo e della sua esperienza. Quello che lui ha riscontrato è che la gente non ha più tempo per Dio. Ora si potrebbe dire che spiritualità e Dio non coincidono, vabbeh, per me sì, ma rimane il fatto che la meditazione, l'astrazione richiedono tempo, che spesso si preferisce dedicare a cose più divertenti e più futili. E senza meditazione, riflessione ecc. non si arriva a porsi quelle scomode domande sul senso della vita. Dico scomode perché la conseguente ricerca delle risposte presume delle azioni da parte nostra, che spesso confliggono con la direzione che vogliamo dare alla nostra vita. Stavo pensando a questa campagna pro e contro l'esistenza di Dio tramite gli autobus. Chissà come se la ride Dio di noi uomini. Ciao, buon week end

sblogged ha detto...

Quella frase l'ho letta molte volte e mi piacque la tua idea di chiederla in prestito all'autrice per dare subito l'idea di come la si pensa in proposito. Pur essendo stata messa da te ben in evidenza, tuttavia, ho come la sensazione che non tutti la tengano presente quando ti commentano. O forse, più semplicemente, non l'hanno ben capita. Chissà.

sblogged ha detto...

Conosco atei che hanno saputo non trascurare affatto la propria interiorità. E viceversa, purtroppo per la mia categoria.